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Alfa Romeo 8C 2300LM 3.0





Questa vettura fu l'ultima auto che Enzo Ferrari guidò in una corsa e vinse.

Era il 14 Giugno 1931 e Ferrari vinse la gara di regolarità Bobbio-Passo del Penice su una Alfa Romeo 8c 2300 MM
Il motore è il nuovo 8 cilindri 2300 La sua prima apparizione fu nella Mille Miglia del 1931, dove Nuvolari, con problemi di copertoni,
ottenne solo il nono posto. Nuvolari però vinse la Targa Florio di quello stesso anno sotto una pioggia battente. Il trionfo Alfa Romeo
 fu raggiunto al Gran premio d'Italia tenuto a Monza il 24 maggio 1931 valido, per la prima volta, per la coppa Europa. Al primo e secondo posto
si piazzarono due Alfa Romeo "Monza" equipaggiate con un 8c2300 alla doppia guida di Nuvolari-Campari e Borzacchini-Minoia.
Il direttore della squadra corse ufficiale Alfa Romeo era Enzo Ferrari.
Questa Monza ha partecipato alla Mille Miglia del 35, 36, e 37 con il miglior piazzamento del 5^ posto non sotto la squadra corse dell'Alfa Romeo
(allora gestita dalla scuderia del cavallino rampante).



I primi tentativi di automazione femminile

       

PRIMO GRAN PREMIO
La prima gara di formula 1, fu disputata a Silverstone, in Gran Bretagna, nel 1950 ma, per scoprire le origini delle corse automobilistiche, bisogna andare più indietro con la memoria.La Germania inventò il motore a scoppio ma è alla Francia che spetta la paternità della prima vettura e della prima gara automobilistica.Nel 1887 il quotidiano francese “Le Vèlocicipède”, organizzò una corsa da Parigi a Versailles ma non ebbe successo perché si iscrisse una sola vettura. Andò meglio ad un altro giornale, “Le Petit Journal”, che offrì 5000 franchi al pilota della macchina che avesse vinto una gara di 130 Km da Parigi a Rouen. I partecipanti furono 21 e la vittoria andò al Conte de Dion che coprì la distanza alla media di 18,5 Km/h, inclusa una sosta per il pranzo! Ci si rese subito conto della potenzialità di successo che poteva avere questo tipo di manifestazione. Nacque così l’Automobile Club de France (ACF) che organizzò regolarmente delle gare, da città a città, fino al 1903 quando furono bandite a causa di un drammatico incidente dove persero la vita otto persone, tra cui il progettista Marcel Renault. Nel 1906 l’ACF stila un regolamento e organizza quello che è considerato il primo gran premio. Potevano parteciparvi vetture non più pesanti di 1000 Kg e ogni costruttore poteva far correre non più di tre macchine.La gara si svolse nell’arco di due giorni per un totale di 1250 Km, suddivisi in 12 tappe, e il circuito si snodava per 100 Km attorno a Le Mans.La corsa iniziò martedì 26 giugno alle 6.00.Le macchine furono portate sulla linea di partenza, trainate da cavalli e il primo a prendere il largo fu Gabriel, al volante di una De Dietrich. Su 22 vetture partite, il primo giorno ne arrivarono 17 per ridursi a 11 alla fine della gara, che fu molto dura e senza esclusione di colpi bassi fra i partecipanti tanto che, le cronache inglesi dell’epoca, dipingevano i francesi come un popolo antisportivo.La vittoria andò all’ungherese Ferenc Szisz che precedette di 30 minuti, Felice Nazzaro. I resoconti della gara mostrano un quadro simile a quello odierno: Renault e Fiat dominarono, conquistando le prime due posizioni e scoppiò la guerra dei pneumatici fra Michelin e Dunlop. I costi, già allora, erano astronomici e si calcola che ogni costruttore abbia speso almeno 1 miliardo e 700 milioni, in lire attuali, per partecipare alla competizione. Dopo quella gara pochi credevano che le corse avrebbero avuto successo invece, nonostante tutto, i gran premi hanno attecchito. Eccome

Ordine d’arrivo del primo gran premio della storia:

1° F. Szisz – Renault 125CV in 12h14m07s alla media di 100,8 Km/h. - 2° F. Nazzaro – FIAT 135 CV in 12h46m26s

3° A. Clèment – Clèment Bayard 125 CV in 13h46m26s - 4° Barillier – Brasier 105CV in 13h53m00s - 5° Lancia – FIAT 135CV in 14h22m11s

6° Heat – Panhard 130 CV in 14h47m45s - 7° Baras – Brasier 105 CV in 15h15m50s - 8° Duray – Dietrich 130 CV in 15h26m01s

9° Pierry – Brasier 105CV in 16h15m07s -10° Burton – Mercedes 125 CV in 16h18m42s -11° Mariaux – Mercedes 125 CV in 16h38m41s



1922
1925


PIETRO BORDINO

Pietro Bordino Pietro Bordino
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Bordino al volante
 della Fiat 805 nel 1923

Pietro Bordino

Pietro Bordino (Torino, 22 novembre 1887 – Alessandria, 15 aprile 1928) è stato un pilota automobilistico italiano.

Negli anni venti con Felice Nazzaro e Antonio Ascari (padre di Alberto) fu uno dei piloti italiani più famosi. Insieme a Nazzaro, il suo nome è associato alle vittorie a bordo di vetture della FIAT.

Vinse nel 1922 il Gran Premio d'Italia, corse la 500 Miglia di Indianapolis del 1925 arrivando decimo, e prese parte a 10 corse dell'American Championship Car Racing organizzato dalla AAA negli Stati Uniti d'America.

Nel 1927 portò in gara l'innovativa Fiat 806, prima monoposto da GP della storia, al Gran Premio di Milano, disputatosi sul Circuito di Monza. Bordino vinse, siglando anche il giro più veloce. Dopo la corsa, la FIAT si ritirò per sempre dai Gran Premi.

Morì nel 1928 ad Alessandria mentre stava provando una Bugatti prima di una gara. Improvvisamente un cane gli attraversò la strada e si incastrò sotto la vettura tra le barre dello sterzo, rendendo la vettura ingovernabile. Bordino finì nelle acque del fiume Tanaro e morì annegato. Il suo copilota, Giovanni Lasagne, subì una grave frattura al cranio e spirò poco dopo.