Mercedes-Benz  è l’unico brand automobilistico straniero ad aver vinto per ben due volte
 le 1000 miglia
italiane sul tracciato originale. La prima vittoria risale al 1931, quando  Rudolf Caracciola
 
e Wilhelm Sebastian tagliarono il traguardo a bordo di un modello SSKL.
 La seconda, nel 1955, fu merito di
Stirling Moss e Denis Jenkinson che vinsero la gara totalizzando il miglior tempo,
 un record rimasto a tutt’oggi imbattuto.



Targa Florio: inaugurato a Collesano un pannello celebativo




E’ stato inaugurato a Collesano un mosaico celebrativo che racconta un momento della Targa Florio 1955, con l’interpretazione 
artistica, curata da Joe Manganello, del passaggio nel centro abitato del ridente paese madonita della Mercedes 300 SLR
di Stirling Moss e Peter Collins, vincitori della 39^ edizione della mitica corsa siciliana.

Fortunate coincidenze hanno permesso di registraree la presenza della vettura protagonista dell’impresa, intervenuta al meeting
“Mercedes Benz & Friends 2012″, che ha portato 60 vetture d’epoca della casa di Stoccarda sotto il museo 
della Targa Florio. L’inaugurazione del pannello è avvenuta con l’intervento dei manager del Mercedes Benz Classic 
e dei piloti Hans Herrmann, Dieter Glemser e Marcel Tiemann.




A fare gli onori casa ci hanno pensato il sindaco Giovanni Meli e Giacinto Gargano. Fra i prestigiosi ospiti il mitico Nino Vaccarella,
 la cui fama non conosce confini. All’appello anche Ignazio Capuano, Nino Gagliano, Nino Colombo, Salvo Manuli, Enzo Manzo,
 Antonino Catanzaro, Salvatore Requirez, Giuseppe Pitrone, Giuseppe Valenza, Antonino Venturella, Giuseppe Giaconia di Migaido, Daniele Spataro, Carmelo Solazzo e Ciccio di Cefalù, celebre calzolaio dei piloti. A donna Costanza Afan De Rivera, figlia
di Giulia Florio e nipote di Vincenzo Florio, il compito di rappresentare la famiglia di chi ideò il geniale evento motoristico isolano.





Mercedes: al Goodwood Revival
 per festeggiare i 100 anni dalla nascita di Fangio



Al Goodwood Revival 2011, evento che avrà luogo tra il 16 ed il 18 settembre, Mercedes sarà presente per celebrare un’occasione speciale, i 100 anni dalla nascita di Juan Manuel Fangio, nome leggendario dell’automobilismo legato
 a doppio filo all’epopea delle Frecce d’Argento. Cuore dell’esibizione della Stella sarà una dimostrazione dinamica
delle vetture da corsa che l’asso argentino pilotò nelle stagioni 1954 e 1955 fino al titolo
 di Campione del Mondo di Formula 1.


A pilotare questi gioielli, tra gli altri ci saranno Juan Manuel Fangio II, nipote del pentacampione, e Sir Stirling Moss, che di Fangio fu compagno di squadra. Il primo piloterà una W 196 R di F1 del 1954, mentre il secondo sarà al volante
di una 300 SLR del 1955.




L’esemplare in questione sarà proprio quello con cui “El Chueco” vinse quell’anno la Eifelrennen, ottenendo
 tre secondi posti alla Mille Miglia (proprio alle spalle di Moss, ancora detentore del record storico della gara),
 alla Targa Florio e al Tourist Trophy.
Tra il ‘54 e il ‘55, Fangio ottenne in F1 nove vittorie, due secondi posti e un terzo posto.





Mercedes: lo Stile, la Produzione, le Corse.

VI°Grand Prix de l'A.C.F., Lione.
Su questo circuito la larghezza della sede stradale davanti alle tribune consentiva di dare la partenza alle vetture per coppie, sempre in base al sorteggio.
La prima era partita alle otto del mattino.
Salzer con il numero 39 e Wagner, penultimi nell'ordine di partenza, scatteranno alle 8.09'.30'' di una bella giornata di sole.

Osservando il nudo telaio si possono notare soluzioni tecniche che sono state riprese in epoche successive, quali i serbatoi del carburante e dell'olio sistemati sopra le gambe dl pilota, il telaio in acciaio alleggerito con numerosi fori, il radiatore dell'olio sistemato posteriormente di dimensioni maggiori e soprattutto la disposizione del motore davanti all'assale posteriore delle ruote e molto prossimo al baricentro della vettura

Nel gremito scenario delle tribune di Cerda, un veloce passaggio di Werner lanciato verso la vittoria.

19 ottobre 1924. IV° Gran Premio d'Italia a Monza.
Daimler Mercedes "2 liter" Achtzylinder Rennwagen M 218.
Nell'immagine ripresa dall'interno dei box si evidenzia la disposizione degli strumenti sul cruscotto con il manometro e la pompa di pressione del serbatoio a disposizione del meccanico, mentre il manometro per la pressione dell'olio ed il contagiri sono dietro al volante.
Su quest'ultimo, il disco dentato permette la regolazione dell'anticipo mentre la leva del cambio è sulla destra all'esterno della vettura, in questo caso la numero dodici di Louis Zborowski che vediamo con la tuta bianca lavorare sul motore con il suo meccanico.

19 giugno 1927. Corsa di Apertura al Nurburgring.
Una parte dello schieramento di partenza.
Con i numeri 1 e 2 sono le Mercedes Benz 680 "S", caratterizzate dal telaio più basso visibile nel confronto con la numero 3 che è una Modell "K" 24/100/140 PS.
In seconda fila a sinistra si scorge il cofano di una OM, mentre con il numero 11 è una Austro Daimler.

1926-1930. Mercedes Benz Typ S 26/120/180 PS. (W.9856 S).
Questa vettura continua la serie di prestigiose macchine da Gran Turismo e Sport sotto la direzione di progetto di H. C. Ferdinand Porsche.
Il motore è quello della 680 S di 6789 cmc., modificato in alcuni parametri come la compressione, ora a 5:1, i giri, a 3200 /l' e l'alimentazione, assicurata da due carburatori verticali Mercedes.
La velocità massima raggiungibile è di 188 km/h, naturalmente con l'ausilio del compressore.

1930-1932. Mercedes Benz Typ SS. (W06-M.06) 27/140/200 Ps. Il motore, visto dal lato aspirazione, con i due carburatori verticali a valle del compressore.

1930-1938. Mercedes Benz Typ 770 "Grosser Mercedes" (W. 07-M. 07) 150 PS. È stata la vettura di maggior prestigio della Casa, presentata nell'autunno 1930 al Salone di Parigi, poteva tranquillamente rivaleggiare con le miglior automobili della produzione mondiale.
Il prezzo del nudo chassis era di 29500 Raich Mark, che saliva a 47.500 per una Cabriolet sovralimentata: all'epoca l'equivalente del valore di una villa nella zona elegante di Berlino.
Fin dalla presentazione è stata in listino con la versione sovralimentata equipaggiata con il motore M 07 K da 150/200 PS.
Nonostante a causa della sua mole, (5600 mm. di lunghezza, 1800 mm. di altezza, 1840 mm. di larghezza e 2700 kg di peso), le intenzioni fossero quelle di destinarla ad austera berlina di rappresentanza, gli acquirenti la preferirono nelle bellissime carrozzerie coupè e Cabriolet dell'epoca.
Nell'immagine una esemplare Coupè de Ville realizzata dalla carrozzeria Jos. Neuss anche se, a parere personale, non gli giovano le nervature longitudinali sul cofano. La ordinò il signor Federico Wolmer di Amburgo, residente in Venezuela.

15 aprile 1930. 4a Mille Miglia.
La coppia Caracciola-Werner con la Mercedes 720 SSK sul Passo della Raticosa.
Caracciola è al debutto in questa corsa ed ha al suo fianco il più famoso Christian Werner, ottimo pilota di Grand Prix e già vincitore di due Targa Florio, nel 1922 e 1924.
Data la considerevole mole della vettura, compiono una ottima gara attribuendosi il sesto posto assoluto e primi della loro categoria.

7 agosto 1932. Corsa in salita al Klausen.
Hans Stuck si aggiudica la prova al volante di una 720 SSKL. ufficiale.
Si notano i fori di alleggerimento nella parte posteriore del longherone del telaio.

1934/1936. Mercedes Benz Typ 130 (W.23 - M.23) 26 PS.
I primi tentativi di adottare il motore posteriore, avvenuti sotto la direzione tecnica dell'ing. Hans Nibel, risalgono al 1931 con la costruzione di dodici vetture sperimentali in quattro diverse versioni di carrozzeria, tra le quali una "Kübelwagen" militare.
Il motore adottato è un 4 cilindri boxer di 1200 cmc. La versione definitiva vede in seguito l'utilizzo di un 4 cilindri in linea di 1308 cmc. da 26 PS. Il telaio è costituito da una trave tubolare centrale, con blocco motore cambio a sbalzo posto dietro l'assale posteriore, le sospensioni sono a ruote indipendenti.
Il raffreddamento è a circolazione di acqua, il cambio a 4 marce con la 3a e la 4a sincronizzate; il costo della vettura nella sua versione standard era di 2800 DM. Come spesso è accaduto, la versione 130 è stata subito affiancata dalla 150 (W.30 - M.30) e dalla 150 V (W.130 - M.30) con motore da 1498 cmc, con compressione elevata a 7,1:1 e 55 PS. Ne cambiava anche la sistemazione che, in queste versioni, è posizionato davanti all'asse posteriore con il gruppo frizione cambio a sbalzo dietro lo stesso. Il complesso appare irrobustito anche per sopportare la velocità che, rispetto alla prima versione, sale da 95 a 125 km/h.

Un altro notevole esemplare di Cabriolet B., dalla linea pura e slanciata, impreziosita dalla presenza dei compassi per il ripiegamento della capote.

Mercedes Benz Typ 540 K. Della Carrozzeria Voll e Ruhrbeck, una Sport cabriolet A. alla quale donano slancio i copriruota posteriori.

23 ottobre 1936. III° Gran Premio di Svizzera. Bremgarten. Con il numero 12 è Caracciola.

8 agosto 1937. IX° Gran Premio di Monaco, Montecarlo.
Tutta la gara vivrà sul titanico duello tra Caracciola e Brauchitsch il quale, nonostante i ripetuti segnali di Neubauer, non cessa di insidiarlo per poi prendere la testa quando Caracciola è costretto a fermarsi al box per un cambio di candele.
La sua successiva rimonta dal 5° posto è un pezzo di bravura: entrambi abbassano ripetutamente il record sul giro che al 74° è a 107, 492 km/h di media.
Caracciola riprende il comando fino alla nuova sosta ai box per il rifornimento e cambio gomme che dà nuovamente via libera a Brauchitsch, e questi andrà a vincere.
Grande giornata per la Casa tedesca che vede tre vetture ai primi tre posti.
Nell'immagine ripresa alla curva della Stazione, vediamo il vincitore tallonato da Caracciola.

1938. Mercedes Benz W. 154 (W. 154-M. 154). 468 PS. Una vista d'insieme della vettura durante le prove del Gran premio di Tripoli.
Oltre a Neubauer, che indica qualche cosa a Brauchitsch, si notano l'inclinazione del motore la comparsa della "T" ad indicare la vettura di riserva.

21 agosto 1938, quinto Gran Premio di Svizzera. Una ripresa nelle prove, sotto il sole, Brauchitsch con la vettura n° 11 (in gara avrà il 10), precede l'Auto Union di Muller, l'altra sotto la pioggia della gara con Lang ripreso di ¾ da dietro.

1952-1953. Mercedes Benz Typ 300 SL. (W.194-M. 194) 175 PS.
Tra le proposte prese in esame nel 1951 dopo la ricostituzione del reparto corse, vi è quella di ammodernare il motore da 1500 cmc. sovralimentato ( due W. 165 erano sopravvissuti in Svizzera), e di iniziare la progettazione di un 12 cilindri aspirato di 4500 cmc., soluzione alternativa contemplata dalla formula in vigore, ma prossima ad una variazione nel regolamento.
Su idea dell’ingegner Fritz Nallinger, responsabile del settore si decide di abbandonare il progetto F1 per dedicarsi alle corse di durata, nelle quali si poteva mettere in evidenza la robustezza e la validità del proprio prodotto. L’ingegner Uhlenhaut, partendo dall’unità motrice della 300 S., costruisce un telaio a tralicci in tubi sottili e intrecciati, disposti in maniera tale da lavorare solo a trazione o compressione, ma mai a torsione.
Il motore, derivato dall’M. 188 della 300 S., è un 6 cilindri 2996 cmc. con un nuovo carter per la lubrificazione a secco, che permette di inclinare il monoblocco di 40º verso sinistra con lo scopo di ridurre la sezione frontale, tanto da poter avere un cx di 0,38 e di superare i 240 km/h. L’alimentazione è assicurata da tre carburatori Weber 40 DCOE e, in seguito, da un Solex 40 PBIC.
Il telaio è rivestito da una carrozzeria in alluminio e, per la sua forma strutturale, dotato di portiere incernierate sul tetto, apribili ad ali di gabbiano.

19/23 novembre 1952. 3a Carrera Panamericana. Tuxtla. Messico.
Per questa gara, molto considerata per i riflessi che può avere sul mercato statunitense, la Mercedes allinea due Coupè 300 SL. e uno Spider: i primi per le coppie Lang-Krupp e Kling-Kleng, mentre la Spider è per l'americano John Fitch e il tedesco Eugen Geiger.
Una gara massacrante di 3113 km. divisi in otto tappe, per la quale occorre pianificare una logistica perfetta per quanto riguarda l'assistenza alle vetture, abituale lavoro di Neubauer.
Nella prima tappa, mentre la vettura di Lang-Kleng fila a 200 km/h., un uccello sfonda il parabrezza dalla parte del copilota ferendolo lievemente.
Nell'immagine vediamo i due piloti (nei rifornimenti di tappa solo loro potevano provvedere alle operazioni), che stanno per ripartire e, sul vetro, è evidente il danno prodotto dall'impatto con il volatile.

1954-1963. Mercedes Benz Typ 300 SL. (W. 198 II-M. 198).
Con la seconda serie, realizzata tra il 1957 e il 1963, viene realizzato, in soli 1858 esemplari, anche l'elegantissimo Roadster sul quale è possibile montare l'Hard top.

Mercedes-Benz W196
Una delle monoposto più competitive che la formula 1 abbia visto alla partenza di un gran premio è sicuramente la Mercedes W196.
IL suo debutto avvenne il 4 luglio 1954 sul circuito di Reims in Francia con i piloti Manuel Fangio, Hans Herrmann e Karl Kling; Fangio vinse la gara seguito da Kling, mentre Herrmann segnò il giro più veloce, da quel giorno iniziò il dominio Mercedes, che si ritirò dai campi di gara già nel 1955 dopo aver vinto facilmente due mondiali con il pilota argentino, la sua superiorità era evidente e non c'era più nulla da dimostrare.
Ad onor del vero bisogna aggiungere che la supremazia Mercedes venne facilitata dalla prematura scomparsa del grandissimo Alberto Ascari, che durante un test sul circuito di Monza, uscì rovinosamente di pista alla parabolica con la Ferrari 750 Monza; erano le 12.26 del 26 maggio 1955.
Fangio con la freccia d'argento vinse 8 gare (Reims, Nurburgring, Berna e Monza nel 1954, Buenos Aires, Spa, Zandvoort e Monza nel 1955), mentre Stirling Moss vinse nel 1955 ad Aintree ottenendo anche il giro più veloce. Tecnicamente la Mercedes W196 era all'avanguardia, il propulsore 8 cilindri di 2497 cc. ad iniezione diretta meccanica e valvole desmodroniche era grado di sviluppare una potenza di 275 cv., il motore era inclinato a sinistra di 25 gradi per ottimizzare gli spazi all'interno del vano motore e per garantire un baricentro più basso rispetto alla concorrenza, il telaio in tubi era rivestito dalla carrozzeria in alluminio ed il peso complessivo della vettura era di 720 kg.
La W196 subì anche delle evoluzioni, ad esempio nel 1955 sparì la versione a ruote coperte utilizzata in alcune gare nel 1954, perché nel campionato del 1955 non erano più ammesse monoposto a ruote coperte, un'altra vistosa modifica riguardò l'impianto frenante, che passò da entrobordo a fuoribordo sulle ruote anteriori.
In sintesi la Mercedes e Juan Manuel Fangio con il modello W 196 R impressionarono il mondo della Formula 1.
4 luglio 1954. XVI° Grand Prix de l'A.C.F. Reims. Ritornano le le "Frecce d'Argento".
È la competizione che sancisce il ritorno delle "Frecce d'Argento".
Nella nitida immagine dello scatto di partenza, vediamo quasi tutto lo schieramento: con il n° 18 Fangio in pole position, n° 20 Kling, n° 10 Alberto Ascari su Maserati 250F, n° 2 Gonzales su Ferrari 555 Super Squalo, n° 12 Onofre Marimon su Maserati, n° 46 Bira su Maserati, n° 22 Hermann, n° 6 Mike Hawthorn su Ferrari 555, n° 4 Trintignant su Ferrari 625, n°44 Roy Salvadori su Maserati, n° 34 Robert Manzon (Equipe Rosier) su Ferrari 625, n° 16 Roberto Mieres su Maserati, n° 14 Villoresi su Maserati, N° 42 Ken Wharton su Maserati, e con il n° 28 Paul Frère, pilota ed eccellente giornalista con la Gordini tipo 16.

Juan Manuel Fangio, al solito, è autore di una gara superba, al termine della quale, con un motore funzionante a sette cilindri da due terzi del percorso, concluderà secondo.

Mercedes-Benz W196 Streamliner
Nella fotografia, si può ammirare la bellissima linea delle vetture tedesche, in una prima fila tutta argentea. Spettatore interessato, in secondo piano a braccia conserte, è il costruttore Ilario Bandini, mentre alla sua destra in tuta bianca e casco sotto il braccio, è Harry Schell in conversazione.
Lo schieramento è completato dalle tre W. 196 in prima fila; in pole la n° 18 di Fangio e la 16 di Moss, ambedue aerodinamiche, e la n° 20 di Kling.
Più dietro ci sono le Ferrari 555 n° 4 di Castellotti e la n° 12 di Umberto Maglioli. Dietro, le due Maserati 250F di Mieres e di Musso.

Ottobre 1955. Stoccarda. Unterturkheim. E' la riunione annuale per festeggiare la stagione di corse e il secondo Campionato del Mondo conseguito.
È pure l'occasione scelta dalla Direzione per annunciare il ritiro della Mercedes dalle corse. Da sinistra: Scherenberg, terzo Neubauer, Nallinger, Uhlennaut, i piloti Kling, Taruffi. Alle sue spalle W. I. Tak, Fangio, von Tripps, non identificato, Moss, la rallista francese Gilberte Thirion. Dietro di lei John Fitch, Hermann, Peter Collins e, inginocchiato, il Ministro dell'Economia del Baden-Wurttemberg Dr.Veit.
1998
McLaren Campione del Mondo Costruttori MP4/13
MOTORE: Mercedes-Benz F0110G (by Ilmor), gestito dal sistema TAG2000, sviluppa 780 CV a 17.100 giri/min e pesa 108 Kg.
Mika Hakkinen Campione del Mondo
Punti 100 Vittorie 8



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